le novità della Circolare Ragioneria Generale dello Stato n. 1/2025
Nella Circolare vengono ricordate e specificate le modalità di apposizione del CUP per le fatture relative ad acquisti di beni e servizi oggetto di incentivi pubblici
L’8 gennaio 2025, la Ragioneria Generale dello Stato (RGS) ha pubblicato la Circolare n. 1, introducendo importanti chiarimenti e disposizioni operative sull’obbligo di apporre il Codice Unico di Progetto (CUP) nelle fatture relative all’acquisto di beni e servizi finanziati con fondi pubblici. Questo obbligo, già previsto da normative precedenti, è stato ulteriormente rafforzato con l’obiettivo di migliorare la trasparenza e la tracciabilità nell’utilizzo delle risorse pubbliche.
Il contesto normativo
La normativa sull’indicazione del CUP nelle fatture trae origine dall’articolo 5 del decreto-legge 24 febbraio 2023, n. 13, convertito con modificazioni dalla legge 21 aprile 2023, n. 41. Questo obbligo è stato introdotto per garantire un monitoraggio più efficace dei flussi finanziari relativi agli investimenti pubblici e per prevenire irregolarità o utilizzi impropri dei fondi.
Con la Circolare n. 1/2025, la RGS fornisce ulteriori dettagli operativi per agevolare l’applicazione della normativa da parte delle Pubbliche Amministrazioni e dei fornitori coinvolti.
Ambito di applicazione
L’obbligo di indicazione del CUP riguarda tutte le fatture emesse a partire dal 1° giugno 2023 e si applica nei seguenti casi:
- Acquisti di beni e servizi: Le fatture devono fare riferimento a beni o servizi finanziati, anche solo in parte, con incentivi pubblici.
- Destinatari pubblici: L’obbligo è rivolto alle Pubbliche Amministrazioni erogatrici di fondi e ai fornitori che emettono fatture nei loro confronti.
- Qualsiasi forma di erogazione: include la definizione di “incentivi pubblici alle attività produttive”, quindi “gli incentivi, i contributi, le agevolazioni, le sovvenzioni e i benefici di qualsiasi genere”, erogati come concessione di garanzia, contributo in conto capitale, contributo in conto interessi, finanziamento agevolato.
Modalità di inserimento del CUP nelle fatture
La Circolare specifica che il CUP deve essere inserito nelle fatture elettroniche utilizzando una delle seguenti opzioni:
- Campo “Codice Commessa Convenzione”: Inserire il CUP preceduto dalla dicitura “CUP:”. Ad esempio: “CUP: J1234567890123”.
- Campo “Altri Dati Gestionali”: Riportare il CUP nel campo “Riferimento Testo”, sempre preceduto dalla dicitura “CUP:”. Ad esempio: “CUP: J1234567890123”.
Le Pubbliche Amministrazioni erogatrici dei fondi devono comunicare tempestivamente il CUP ai fornitori, in modo che questi possano rispettare le disposizioni al momento dell’emissione delle fatture.
Sanzioni in caso di mancata applicazione
Un aspetto cruciale introdotto dalla Circolare è la previsione di sanzioni per l’inadempienza. La mancata indicazione del CUP comporta:
- Impossibilità di pagamento: Le fatture prive del CUP non potranno essere liquidate dalle Pubbliche Amministrazioni.
- Richieste di rettifica: I fornitori dovranno emettere note di variazione per correggere eventuali omissioni, con conseguenti ritardi nei pagamenti.
La RGS specifica che verranno fornite indicazioni su come integrare l’informazione del CUP non riportato sulla fattura originaria, senza che vi siano conseguenze per quanto riguarda gli aspetti fiscali.
Vantaggi dell’obbligo
L’obbligo di inserire il CUP nelle fatture rappresenta un passo avanti verso una maggiore trasparenza e una gestione più efficiente dei fondi pubblici. Tra i principali benefici:
- Monitoraggio dei progetti: Permette di tracciare l’utilizzo dei fondi pubblici in maniera più puntuale.
- Riduzione delle irregolarità: Aiuta a prevenire frodi o errori nella gestione delle risorse.
- Rafforzamento della rendicontazione: Favorisce la conformità alle normative europee e nazionali in materia di finanziamenti pubblici.
Considerazioni per le imprese
Le imprese beneficiarie di fondi pubblici devono prestare particolare attenzione a questo obbligo. In particolare, si consiglia di:
- Verificare il CUP: Richiedere sempre il codice al momento della stipula del contratto o della comunicazione di assegnazione dei fondi.
- Aggiornare i sistemi di fatturazione: Garantire che i software siano configurati per includere correttamente il CUP nei campi richiesti.
- Formare il personale: Assicurarsi che gli addetti alla fatturazione siano informati sulle nuove disposizioni.
La Circolare n. 1/2025, in conclusione, rappresenta un tassello importante nella strategia di miglioramento della trasparenza e dell’efficienza amministrativa. Le imprese e le Pubbliche Amministrazioni sono chiamate a collaborare per garantire una corretta applicazione delle disposizioni e per assicurare che i fondi pubblici siano gestiti in modo responsabile.
